Thich Nhat Hanh. Dov’è la felicità?

Thich Nhat Hanh: Dov’è la felicità? Ascoltiamo il Maestro zen in una registrazione radiofonica all’interno di un vecchio programma di Radio 3. A cura di Leo Antinozzi con la collaborazione e traduzione di Corrado Pensa, noto Maestro romano, nell’elenco di Zen in che City. Ecco di nuovo due temi, quello dell’invito a vivere nel qui e ora e della possibilità della felicità, molto noti ai praticanti dello Zen e dello Yoga. Tuttavia vengono sempre al ‘pettine dei pensieri’ le domande: ma se nel presente sono accaduti eventi dolorosi? E il passato non è a volte importante lezione da ricordare sempre o romantico ricordo? E si può afferrare e comunicare la gioia, la felicità, quando sono qualcosa d’indicibile e inafferrabile?  Vediamo come il presente sia da intendere nel gergo della pratica come qualcosa di diverso da un mero stato temporale; il tempo infondo scorre sempre ed è immensurabile. “Presente” sta per presenza, consapevolezza, essere totalmente presenti a ogni cosa e vedere la fonte profonda e interiore della vita e della gioia, libera dai condizionamenti esterni, quella fonte che ciascuno soltanto da sé e in cuor suo può cogliere. Gli insegnamenti sono il dito che indica la luna, non la luna, ancora di più le trasmissioni radiofoniche. Ce lo spiega con la sua semplicità illuminante Thich Nhat Hanh, che pure nasconde la sapienza di antichi Maestri non solo come il suo capostipite LìnJî ma anche come Dōgen e tanti altri…grazie per la concessione delle fotografie a Bõrje Tobiasson.

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